Darronsky è un nome inventato per gioco tanti anni fa. All’epoca correva nel motomondiale John Kocinski: aveva un talento enorme ma di quegli anni si ricordano altri piloti. Nella classe 500 non riuscì mai ad esprimersi nonostante il potenziale. A me piaceva il suo nome e lo usai per giocare con il mio. Mi dava quell’internazionalità che con la mia motoretta da enduto non avrei mai avuto.
Molti anni dopo, ricercando un alias per il nome di un blog, mi è tornato in mente e l’ho usato. Anche il dominio era libero.
Sulla fotografia e sul fotografare non ho molte parole da spendere: è un’attività che porto avanti da tempo senza ambizioni particolari. Forzato a smettere di suonare ho optato per una disciplina silenziosa per riempire quel tempo che il quotidiano mi lascia. Talvolta fotografare è addirittura diventato un lavoro prendendo quella parte del processo che mi faceva sentire libero. Da qui la voglia di fare qualcosa contro ogni parametro di buon senso di visibilità: come l’albero nel bosco che cade inascoltato. Questo blog va lento apposta, se ne infischia di algoritmi, di frequenza di pubblicazione, di quello che dovrebbe fare un fotografo con un sito. È uno spazio personale: il mio.
